Orvieto DOC 2/5 (3)

Vino Orvieto

vitignoVitigni: Vari

La denominazione Orvieto DOC è riservata ai vini bianchi delle tipologie Orvieto, Orvieto Superiore, Orvieto Vendemmia Tardiva e Orvieto Muffa Nobile. Le uve destinate alla produzione di vini Orvieto vengono prodotte in un gruppo di comuni distribuiti tra le province di Viterbo e Terni.

Orvieto vino
Orvieto
La tipologia Muffa Nobile, fu evidenziata già nel 1933 con quel gusto abboccato. Mentre l’area Orvieto Classico è quella rappresentata dalla zona intorno alla Rupe ed il suo circondario.

Orvieto VIno
Orvieto
La zona geografica è situata nell’ambiente collinare a sud ovest dell’Umbria fino all’Alto Lazio. La coltivazione della vite in quest’area pare risalire al X sec a.C., quando gli Etruschi conquistarono la scoscesa rupe e fondarono l’antica Velzna (Orvieto). Si ritiene, infatti, che proprio questa civiltà abbia intuito che la particolare costituzione del masso tufaceo era favorevole alla lavorazione ed alla conservazione del vino, dando vita ad un primordiale sistema di vinificazione chiamato a tre piani. Nelle cantine l’uva si pigiava a livello del suolo ed il mosto, attraverso apposite tubature di coccio, colava nei locali sottostanti in cui fermentava. Dopo la svinatura, il vino si trasferiva ad un livello ancora più profondo, adatto per la maturazione ed il lungo affinamento. Questo sistema di gallerie sovrapposte, spesso ventilate dalle bocche aperte sui costoni della rupe, garantiva sicuramente la qualità di un prodotto amabile, frizzante e molto piacevole, soprattutto se confrontato con altri vini d’epoca.

Velzna conobbe un notevole prestigio tra l’VIII e il VI sec. a.C. in virtù della sua centralità all’interno dell’Etruria che ne facilitò lo sviluppo economico grazie agli scambi commerciali che poteva intrattenere con gli altri centri. A tutto ciò fece riscontro un analogo sviluppo sociale, urbanistico, artistico e demografico.

Nel 264 a.C la citta di Orvieto fu completamente rasa al suolo dai romani (ultima città etrusca da essi conquistata) e fu proibito a tutti risalire sull’acrocoro di tufo che tante battaglie era costato a Roma. Fu ribattezzata dai romani come Vol-Tinii (la città dei seguaci del Dio Voltumnus sconfitto) che evolse poi a Volsinii. Passarono centinaia di anni prima che, sulla rupe, la civiltà romana permise di creare un nuovo insediamento abitato. Infatti solo successivamente fu identificata come Urbs-Vetus (città vecchia). Da questo nome poi derivò Obiveto, Orbeto ed infine l’attuale Orvieto.

Trebbiano Orvieto
Trebbiano – Orvieto
E’ così che, tra il V ed il VI secolo d.C, gli abitanti di Volsinii novi (Bolsena) ritornarono ad abitare nel loro vecchio insediamento dal quale erano stati cacciati in età romana. La presenza dell’alta rupe fu una garanzia sufficiente a difendere la città e far nascere tutto quell’insieme di borghi e castelli che tutt’ora delineano la mappa del territorio e che hanno costituito il nucleo originario degli attuali centri dell’Orvietano, corrispondente pressochè all’area dell’Orvieto DOC.

Il vino orvietano, che fin dalle origini fu anche nero corposo, si produceva in ogni dove, ampi e floridi appezzamenti vitati si trovavano sulla stessa rupe, in orti di convivenze religiose dei nobili e dei numerosi ortolani, coltivatori diretti in città fin dai primordi del libero Comune. Tanto che la zona di piazza Cahen fino ad oltre la chiesa dei Servi di Maria era denominata vigna Grande e dietro il Duomo si apriva l’ampia zona coltivata a vigna.

Molto prima dei filari, la vite era coltivata in alberata, pratica diffusasi in tutta l’Etruria, che consisteva nel coltivare il vitigno maritato a degli alberi vivi di sostegno come olmi, olivi e querce. Intorno alla metà del XVII sec. fu inserita la palizzata come sostegno delle viti, piantate, a partire da allora intensivamente a filari.

 

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