Come preparare gli gnocchi di patate 5/5 (1)

Gli gnocchi sono un manufatto di origine antichissima, ma lo gnocco di patate si è originato in Italia sono agli inizi dell’Ottocento, dopo tre secoli di integrazione graduale della patata dal continente americano al continente europeo negli usi e tradizioni gastronomiche italiane. La preparazione classica predilige patate di color giallo

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Scialatielli

Gli scialatielli sono un formato di pasta fresca tipico di tutta la Campania, ottenuti lavorando un impasto a base di semola di grano duro, acqua e sale, tradizionalmente senza fare uso di uova. Il loro nome deriva dal termine dialettale sciglià che significa scompigliare. Anche se in passato la forma poteva variare da zona in zona

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Garganelli

I garganelli sono un formato di pasta tipico della Romagna. Il loro nome sembrerebbe derivare dalla loro particolare somiglianza con l’esofago del pollo, che in dialetto romagnolo viene chiamato “garganel”. Riquadri di pasta all’uovo vengono avvolti intorno ad un bastoncino e poi passati attraverso un attrezzo chiamato “pettine” che ne righerà la superficie, ottenendo un formato simile a dei maccheroni.

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Strozzapreti

Gli strozzapreti sono un formato fi pasta fresca tipico della Romagna. L’impasto con cui si ottengono gli strozzapreti è a base di farina, acqua ed un po’ di sale. Si tira poi una sfoglia di circa 2-3 mm di spessore che viene successivamente tagliata in strisce di circa 2 cm di larghezza. Le strisce vengono poi sfregate tra le mani per ottenere una sorta di stringa a spirale, che viene spezzata in tronchetti di circa 5 cm di lunghezza.

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Tortelli Piacentini

I tortelli piacentini sono originari di Vigolzone in provincia di Piacenza, ma vengono preparati in tutto il territorio piacentino, che ne ha fatto un piatto tipico tradizionale. Questi tortelli sono ripieni di un impasto a base di ricotta, spinaci o bieta, e parmigiano reggiano grattugiato, ma ciò che li contraddistingue di più sono la loro forma peculiare. Dei rombi di sfoglia all’uovo vengono riempiti con una noce di impasto al centro e poi richiusi ripiegando il vertice superiore verso l’interno e con dei pizzicotti sovrapporre i lembi opposti con l’altra mano. Alla fine si otterrà una treccia ripiena che si assottiglia da un lato.

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Pisarei

I Pisarei sono un formato di pasta fresca tipico di Piacenza. Questi piccoli gnocchetti a forma di conchiglia sono ottenuti utilizzando il pane raffermo, che una volta grattugiato viene mescolato con grano tenero. Ultimamente questo formato povero e rustico ha avuto un grande successo a Piacenza, e viene proposto nei migliori ristoranti, divenendo il piatto simbolo della città.

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Passatelli

I passatelli sono un formato di pasta fresca tipica della Romagna, ma che si ritrovano anche nelle provincie limitrofe di Ferrara e Bologna e nella zona di Pesaro nelle Marche. I passatelli vengono preparati utilizzando un impasto sodo di pane secco grattugiato, parmigiano reggiano, uova, noce moscata, e la scorza di limone.

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Gramigna

La gramigna è un formato di pasta tipico dell’Emilia Romagna. Si tratta di piccoli maccheroncini all’uovo bucati all’interno e ricurvi a ricciolo. Si ottengono sottoponendo l’impasto di uova e farina alla pressione di un torchio, e facendo uscire l’impasto a forma di tubicini attraverso dei fori per trafilatura. Il suo nome dovrebbe derivare dall’omonima erba, una graminacea infestante.

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Cappelletti

I cappelletti sono un formato di pasta all’uovo ripiena tipica sia dell’Emilia che della Romagna. Noti ed appressati in tutta Italia, vengono oggi preparati principalmente a livello industriale e disponibile in tutti i supermercati. Ma quelli tradizionali hanno una preparazione artigianale e si riconoscono per le loro dimensioni più piccole, e soprattutto per la qualità degli ingredienti utilizzati per il ripieno

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Cappellacci

I cappellacci sono un formato di pasta all’uovo ripiena tipica emiliana. Hanno la forma di un grosso tortello triangolare con due estremità chiuse e la terza che esce superiormente dal tortello a sorta di tricorno. Diffusi pressoché in tutte le provincie emiliane, hanno diverse varianti, tra cui quella dei cappellacci ferraresi (caplaz) che prevede un ripieno a base di zucca, parmigiano reggiano grattugiato e noce moscata. Di cui alcune versioni si arricchiscono di ulteriori ingredienti come amaretti e mostarda di frutta (diffuse anche a Mantova e Cremona). L’origine di quest’ultimo formato la si deve alla corte Estense e dei Gonzaga, quando era di moda utilizzare ripieni dolci e salati con forte contrasto di sapori.

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