Pasta

Scialatielli

Gli scialatielli sono un formato di pasta fresca tipico della costiera amalfitana, ottenuti lavorando un impasto a base di semola di grano duro, acqua e sale, tradizionalmente senza fare uso di uova.

Origine: Campania

Gli Scialatielli

Il loro nome deriva dal termine dialettale sciglià che significa scompigliare. Altri però recentemente affermano che il loro nome derivi da “scialare” (godere) e “tiella” (pentola). Altri ritengono che il nome derivi dal fatto che, durante la preparazione, la pasta viene tirata e schiacciata con le mani (“scialare” in dialetto), anziché con l’ausilio di attrezzi da cucina più sofisticati.

La storia degli scialatielli è interessante perché la loro origine è legata alla creatività e all’ingegno degli abitanti della costiera amalfitana. Si racconta che questo formato di pasta sia nato nel periodo post-bellico, quando le risorse erano limitate e le famiglie dovevano arrangiarsi con ciò che avevano a disposizione. Anche se in passato la forma poteva variare da zona in zona (anche a Potenza, in Basilicata e a Catanzaro, in Calabria), oggi la loro forma è stata codificata ufficialmente nel 1978. Devono avere una forma simile ad una fettuccina di media lunghezza, avvolta strettamente per formare una matassa. Nella variante lucana, si utilizza il latte insieme all’acqua per ottenere l’impasto.

Gli scialatielli sono molto versatili e si sposano bene con una grande varietà di condimenti, come sughi di pomodoro fresco, frutti di mare, verdure di stagione e formaggi. La loro consistenza leggermente porosa e la superficie rugosa aiutano a trattenere i condimenti, garantendo ogni volta un’esperienza gustativa appagante. Oggi gli scialatielli sono diventati un’icona della cucina campana e sono apprezzati sia nelle trattorie locali che nei ristoranti gourmet, contribuendo a diffondere la ricchezza e la varietà della tradizione culinaria italiana.

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