Fico di Cosenza

fico di cosenza

Fico di Cosenza

calabriaOrigine: Calabria

Il fico di Cosenza è un prodotto tipico della Calabria, che per le sue alte qualità ha guadagnato il marchio DOP. La denominazione comunque ne descrive solo la variante secca escludendo quello fresco.

Il fico è il furtto del fico domestico Ficus carica sativa, e quello utilizzato a Cosenza è la varietà Dottato. Questa particolare varietà, infatti, rispetto alle altre, ha trovato nel Cosentino e soprattutto nella Valle del Crati, un habitat ideale. Infatti qui le colline, dove vengono coltivati i fichi, sono esposte ad un costante e moderato vento che favorisce la maturazione dei fichi lasciandoli asciutti. Inoltre il clima non si presenta mai arido, con piogge sempre presenti ma mai abbondanti, da definire il clima piovoso. Infine le giornate di sole durante l’anno sono molti garantendo uno sviluppo zuccherino ed aromatiche ideale. Quindi i fichi di Cosenza sono frutti dal sapore molto dolce di piccola dimensione, con la buccia di color verde chiaro, con polpa morbida e semi piccolissimi.

Anche se una parte viene consumata fresca, la maggior parte viene destinata all’essicamento, stendendo i frutti direttamente al sole su “cannizzi” o tavole di legno.

fico di cosenza

Il fico ha origini molto antiche, ne abbiamo testimonianze visive nelle rapprentazioni grafiche all’interno della piramide di Gizah, in cui vengono rappresentate la raccolta dei fichi. In Italia, le informazioni sono incerte, sembra che la sua prima comparsa sia stata in Calabria grazie ai navigatori Fenici che utilizzavano i fichi come merce di baratto per scambiare beni con le colonie greche. Tra le varie zone della Calabria, il fico ha trovato nel territorio di Cosenza un terreno adatto grazie ad una situazione pedoclimatica ideale.

L’Abate Gioacchino da Fiore si espresse su questo prezioso frutto:  “Nientemeno più prezioso, e per la copia e per la perfezione egli è il raccolto dei fichi. Principia egli nel mese di giugno e si allunga fino all’altro di decembre, sempre l’une succedendo all’altre … nere, bianche, altre brune, altre rossaccie, tutte però così dolci, che filano dalla creduta bocca stille di miele, e come se per filarlo non bastasse una sola apertura sul capo, sovvente ancora si stracciano per i fianchi“.

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