Piacentinu ennese

piacentinu ennese

Piacentinu ennese DOP

siciliaOrigine: Sicilia

Il piacentinu ennese è un formaggio tipico siciliano ottenuto interamente da latte ovino a pasta tenere. Questo formaggio viene prodotto in una zona ben definita della provincia di Enna, che comprende 9 comuni. Un territorio delimitato dai Monti Erei e dalla valle del Dittaino. Questo territorio presenta una delle zone a più alta intensità di allevamenti ovini non solo di tutta la Sicilia, ma anche del territorio italiano. Questo grazie a diversi fattori importanti per la presenza di pascoli verdi e foraggio naturale in abbondanza. Infatti oltre la relativa elevata altitudine compresa tra i 400 e 800 metri, il territorio presenta una piovosità elevata in particolare nel periodo primaverile, favorendo lo sviluppo della vegetazione.

La qualità dell’alimentazione dei greggi di pecore si ritrova poi nei prodotti caseari di questa zona, tra cui in particolare il piacentinu ennese, formaggio di antiche tradizioni che caratterizza fortemente questo territorio, tanto da meritare il marchio DOP.

Questo formaggio si riconosce facilmente per la sua pasta di color giallo forte dovuto all’aggiunto di zafferano ed inoltre per la presenza di grani interi di pepe nero all’interno.

Il piacentinu ennese ha una crosta morbida ed elastica, e la pasta all’interno è liscia con colorazioni di giallo più o meno intense a seconda della quantità di zafferano aggiunto. A seconda del grado di stagionatura questo formaggio viene consumato sia a fette che grattato.

Preparazione del formaggio Piacentinu ennese

Il piacentinu ennese viene preparato dapprima riscaldando il latte a 38°C nella quadara, un grosso pentolone in rame, usato proprio per questo scopo. Poi ancora caldo viene trasferito in un contenitore di legno, chiamato tina, in cui vengono aggiunti sia il caglio che dello zafferano.  Dopo circa mezz’ora si forma la cagliata, che viene rotta con la rotula, in modo da ottenere grani molto fini delle dimensioni dei chicchi di riso. Quindi la massa frammentata viene poi posta su ripiani di legno o acciaio per scolare il siero in eccesso e mescolato con grani intero di pepe.

Una volta ottenuta la miscela, la massa viene infine posta all’interno di fascere, su cui viene poi applicata una leggere pressione per eliminare ulteriormente il siero intrappolato all’interno.  Le forme ottenute vengono poi tolte dalle fascere e corsparse di sale grosso per circa due volte a distanza di 10 giorni uno dall’altra.

 

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