Vino cotto

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Vino cotto

 Origine: Marche

Il vino cotto è un prodotto tipico delle Marche, in particolare delle province di Macerata ed Ascoli. Il vino cotto è un vino rosso molto dolce e forte nel gusto, con profumi fortemente fruttati. La sua gradazione alcolica è tra i 12-14%, e quindi è un vero e proprio vino da dessert e non un liquore. Questo prodotto si ottiene dalla bollitura del mosto di diverse tipologie di uve.

Questo prodotto ha origini antichissime, tramandate fino ad oggi dalla tradizione contadina locale che ne faceva uso come vero e proprio nutrimento, in particolar modo nei casi di richiesta di molta energia (durante la mietitura) oppure in occasione di particolari feste (nozze, battesimi). Una volta questo prodotto veniva visto come rimedio rinvigorente, o come cura per molti malanni, come il raffreddore. Preparato da sempre in casa e quindi presente in tutto il periodo dell’anno, il vino cotto veniva offerto ad ogni ospite come simbolo di ospitalità.

Preparazione del vino cotto piceno

La lavorazione del vino cotto può variare da tradizione in tradizione. II vino cotto piceno si ottiene dal mosto di uva.  Delle caldaie di rame vengono riempite di mosto e poste a fuoco diretto. Il mosto all’interno bolle per circa 10-12 ore, producendo una schiuma che viene eliminata dovuta alla denaturazione delle proteine e pectine all’interno del mosto. Il mosto viene fatto così cuocere finchè non ridurrà il suo volume di circa la metà. Il vino cotto viene fatto decantare e travasato ancora caldo in botti di legno (castagno o rovere). Successivamente la fermentazione viene portata avanti in botti di quercia antica dove il vino cotto verrà lasciato invecchiare per un periodo di tempo superiore ai 5 anni.

La storia del vino cotto

L’uso del vino cotto risale a tempi antichissimi. Si narra appunto che già gli imperatori romani ne apprezzassero il gusto, utilizzandolo a fine pasto. Varie testimonianze sono riportate da documenti di Plauto, Plinio e Columella che ne descrivono un uso diffuso in tutto il territorio italiano.

Ma la sua storia non si interrompe con la caduta dell’Impero. Anche Sante Lacerio, il famoso bottigliere di Papa Paolo III, che ha lasciato una gran quantità di documentazione sui vini del 1500, descrive ed esaltà le qualità del vin cotto, consigliandolo anche come possibile vino da messa. In particolare, Andrea Bracci nella sua opera “De naturali vinorum histora di vinis italiae” del 1596 ne descrive il procedimento di preparazione tipico della zona del Piceno.

Normative

Anche se viene chiamato vino cotto, secondo le normative attuali, una bevanda prodotta dal riscaldamento del mosto non può essere considerato un vino. Quindi non può essere commercializzata. A tale scopo si è istituita nel 2004 un’associazione di produttori, che hanno redatto un disciplinare di produzione e hanno fatto si che tale prodotto fosse iscritto nell’elenco dei prodotti tradizionali della Regione Marche.

Associazione produttori di vino cotto

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