Farro della Garfagnana

farro della garfagnana

Farro della Garfagnana

Origine: Toscana

Il farro della Garfagnana è un prodotto tipico toscano che ha guadagnato il marchio IGP nel 1996. Questo cereale è un genotipo particolare che negli anni si è ben adattato al clima e ai terreni della Garfagnana. Infatti i terreni di produzione sono in una fascia che va dai 300m ai 1000m sul livello del mare ed inoltre, grazie alla rusticità della pianta, questo farro risulta già di per se un prodotto biologico.

Il farro si presenta come cereale che nel pieno della maturazione raggiunge un altezza compresa tra 1,10 e 1.70 metri di altezza. Cresce su terreni poveri di elementi nutritivi. La sua semina avviene durante l’autunno in un terreno privo di concimi chimici, ma utilizzando la vecchia tecnica della rotazione ( prato incolto). Durante l’inverno il seme riposa nel terreno per poi germogliare a primavera e maturare agli inizi del periodo estivo. La raccolta avviene tramite mietitrebbiatrici, e si ottengono così facilmente le spighette che si distaccano dal rachide, senza perà far fuoriuscire i semi (cariossidi). Proprio per questo motivo il farro viene spesso chiamato come “grano vestito”.

Prima di poter essere venduto e consumato, il farro ha bisogno di essere “brillato”, cioè è necessario rimuovere il rivestimento glumeale che circonda il seme. Questa operazione viene effettuata da particolari macine e la resa del prodotto finale è di circa 60-70% del prodotto iniziale.

Il farro è da sempre uno dei più antichi cereali sfruttati dall’uomo e la sua coltivazione viene fatta risalire a più di 9000 anni fa. Gli Assiri e gli Egizi ne facevano un ampio uso. Da ricerche genetiche si è ipotizzata una sua origine in Palestina, dove è tuttora diffusa la specie selvatica (triticum dicoccoises). In Italia, la sua diffusione e utilizzo risale al periodo dell’età del bronzo, testimoniato dai molti ritrovamenti archeologici contenenti semi di farro.

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